L’architettura nel Trecento

 Architettura nel Trecento a oggi

Una delle più grandi testimonianze è sicuramente il fiorentino Jacopo di Cione architettura nel Trecento.

Durante gli anni 1370, dipingeva l’incoronazione della Vergine per la chiesa benedettina di San Pier Maggiore a Firenze, edificio andato distrutto nel XVIII secolo.

Nel quadro il titolare San Pietro, regge il modello della chiesa, che in questo caso simboleggia la Chiesa universale.

Edificio romanico

Si tratta di un edificio romanico, rimaneggiato in periodo gotico, a tre navate, con transetto dalle testate absidate e una cupola a sesto acuto impostata su un alto tamburo a pianta ottogonale.

Il modello rispecchia quanto nel Trecento e, anche nei secoli precedenti, poteva essere visto in una qualunque bottega di architetto.

I progettisti si servivano dei modellini per presentarli ai committenti e per mostrare a loro l’aspetto che l’opera avrebbe avuto alla fine dei lavori.

Inoltre anche per poter calcolare la quantità dei materiali necessaria alla costruzione, quindi, alla spesa che sarebbero andati incontro per realizzarla.

I modelli erano affiancati da modelli tecnici che, proseguendo nella tradizione gotica, anche nel

Trecento erano eseguiti in proiezione ortogonale

Oltre alle piante, solitamente, si disegnavano le facciate.

Spesso, però, non usando la prospettiva scientifica che sarebbe stata “scoperta” solo nel Quattrocento, il disegno non era del tutto verosimile.

Il disegno in proiezione più grande che il Trecento ci “dona” è Il Progetto per un campanile, tradizionalmente riferito al campanile di Giotto.

Il disegno è rigorosamente in proiezioni ortogonali. Già di un livello superiore, perchè qui il disegnatore dimostra di avere una padronanza degli strumenti del disegno tecnico maggiore di quella che riscontriamo nelle pagine del Carnet di Villard.

Precedente Architettura nella Torino Successivo LA SCALA