Architettura nella Torino

Urbanistica e architettura nella Torino Sabauda

Il 1563 è un anno importante per la città, perchè avviene lo spostameneto della capitale a Torino. Una delle ragioni per cui avvenne fu che succesivamente, nel 1578 venne spostato il sudario di Cristo in lino, comunamente conosciuta come Sindone.

Nel XV secolo agli albori del Rinascimento, inizia un lungo periodo di rinnovamento e Torino si svilupperà come città romana.

La rigenerazione della città si può dividere in 5 fasi diverse:

01. La prima fase è con il Duca Carlo Emanuele I che ingaggiò l’artista Vittozi che realizzerà: la prima parte di Piazza Castello, aprirà un tratto di via Roma (al tempo via Nuova), realizzerà la chiesa di Santa Maria dei Cappucini, che a quel tempo era fuori dal centro di Torino.

02. La città passò a Vittorio Amedeo I che chiese i servigi di Carlo di Castelmonte. Con lui si svilupperanno: Piazza San Carlo, il secondo tratto di via Roma  e Palazzo Valentino per le feste di corte.

03. Con Carlo Emauele II prende posto il figlio Amedeo di Castelmonte che progetterà: Palazzo Reale, finirà Piazza Castello cominciata precedentemente con Vittozi, procederà con sviluppo della città verso est e aprirà via Po, unica via a tagliare la città diagonalmente.

In questi anni comincia ad affermarsi anche Guarini, che contribuirà al rinnovamento e alla ristrutturazione di Torino.

04. In questa penultima fase, il regno passerà a Carlo Emanuele III con l’artista Benedetto Algheri che costruirà Teatro Regio nel 1740 e Carignano nel 1753. E assumerà nel 1773 l’archittetto Mollino.

05. Vittorio Emanuele nel 1808 commissionò il ponte di Pietro a Laramee Pertichap e il continuo dei lavori della città a Juvarra cosi arricchi l’ architettura nella Torino.

Dopo alcuni anni fuori dall’Italia, dove ritornò nel 1814, ordinò la costruzione della Gran Madre di Dio di Bonsignore (1831). Nel 1825 viene sistemata Piazza di Po, oggi Piazza Vittorio Emanuele da Giuseppe Frizzi.

Torino all’inizio ha un periodo ecclettico, coordinazione di elementi di diversa provenienza; anche, con valore spregiativo, tendenza a combinare in modo disorganico elementi diversi, senza un criterio preciso. Nel secondo ‘800, invece, i lavori riprenderanno con un stile gotico e neogotico.

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